Noto:
il giardino di pietra
La
prima Neas fu fondata in epoca preistorica. Nel V secolo
a.C. il leggendario Ducezio, re dei Siculi, trasferì
la città sul monte Alveria. Centro d'arte e cultura,
divenne Neaton sotto la civiltà greca, Netum in epoca
romana, Noto e capovalle sotto il dominio arabo. Rasa al
suolo dal terribile terremoto del 1693, ideata come città
aperta in virtù della sopravvenuta spazialità
barocca, la città nuova fu ricostruita sul colle
del Meti con un assetto urbanistico regolare, solcato da
strade diritte e parallele, intervallato da scenografiche
piazze ed imponenti scalinate che raccordano terrazze e
dislivelli. Noto è un'utopia realizzata, una città
costruita come un'opera d'arte. L'ultimo grande capolavoro
di una civiltà, quella della nobiltà e del
clero, che si celebra nelle mille volute e forme ricavate
dalla tenera pietra dorata che rende unico il barocco netino.